il Golpe di cui non vogliamo parlare

Shoshana Zuboff sul New York Times del 29 gennaio 2021 (in italiano su Internazionale del 9 aprile) schematizza le 4 fasi del Golpe Digitale che stiamo subendo.
1. Nasce il Capitalismo della Sorveglianza. Le aziende scoprono che le informazioni sulle nostre vite sono una materia prima preziosa di cui appropriarsi, iniziano ad estrarne in grande quantità e costruiscono i primi modelli comportamentali per usi commerciali e di controllo.
2. Aumenta la “Disuguaglianza Cognitiva” definta come la differenza tra ciò che noi sappiamo e ciò che si sa di noi.
3. Perdiamo il controllo delle informazioni. Gli algoritmi le scelgono, le amplificano e le indirizzano con scopi precisi a singoli gruppi di noi. Non conta più se l’infomazione è vera o falsa, ma solo se l’algoritmo la ritiene utile. Questo ci precipita nel caos perchè ci ritroviamo a discutere ed agire senza poter sapere se le informazioni sulle quali costruiamo le nostre convinzioni sono vere o false. Nascono anche fobie, ansie, contrasti sociali, rabbie e violenza. L’intero processo democratico è a rischio. Si avvicina il punto-di-non-ritorno. Questa è la situazione che stiamo vivendo oggi.
4. La “Egemonia Cognitiva” prende il sopravvento. L’enorme vantaggio costituito dalla disponibilità dei dati su di noi e dalla crescente capacità di modellizzarli non ha argini. Perchè a quel punto nessuna istituzione è più in grado di esercitare adeguato controllo sugli algoritmi né sulle aziende che li amministrano. E chi ha bisogno di pianificare o di ottenere consensi è costretto a comprare i servizi proprio da quelle aziende: per migliorare un piano di vaccinazione, per vendere più merendine, per ridurre il consumo di plastiche, per vincere una competizione elettorale…
Nulla di nuovo in effetti. Ma è bene non dimenticare il quadro d’insieme.

Un commento su “il Golpe di cui non vogliamo parlare”

  1. Tutto ciò che ha attinenza col pubblico o si affaccia ad un pubblico, si affaccia ai social.
    Questo perchè la sfera pubblica a livello mediatico è diventata quella roba lì. Quindi anche noi necessitiamo di una pagina che si affacci alla informazione pubblica.
    Lo trovo frustrante.
    Frustrante ma obbligatorio.

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